Natale
Bambina, sei sveglia?
Lo so, è tardi, ma ho bisogno di parlare.
Tu sei la bambina che non parla mai, ma non importa, parlo
io, ascoltami.
Oggi è successa una cosa, una cosa molto bella e molto
brutta insieme.
Sono andata giù in giardino, come ogni giorno, a farmi una
passeggiata tra l’erba fresca, e ho trovato dei ranocchi, piccoli piccoli, che
gracidavano vedendomi. Ecco, penso di essere mamma. In verità non so bene come
funzionino queste cose, i piccoli umani nascono sotto i cavoli o nelle
incubatrici a pian terreno. Evidentemente possono nascere anche vicino all’altalena,
perché no?
Non sapevo bene cosa fare. Sai, sono mamma per la prima
volta. Sono molto preoccupata. E’ inverno, fa freddo, e questi cosini non ce la
faranno rimanendo lì all’aperto. Ma non mi perdo d’animo. Troverò qualche amico
che mi aiuti.
Chiara, puoi fare qualcosa tu?
Che fai? Vai decisa nella sala giochi e butti per aria tutti
i peluche e le bambole. Ecco: un passeggino della Barbie. E’ perfetto, corro a
prendere i piccoli giù in giardino. Li porto da Ilaria, in cucina. Avevo già
avuto la mia polpetta, ma resto ai suoi piedi ad aspettare. Lei capisce, e mi dà
una seconda polpetta. Sono molto nutrienti le polpette dell’ospedaletto. Così tutti
i ranocchi sono sazi.
Al mio ritorno sei ancora in piedi ad aspettarmi e mi guidi al
presepe. Sei proprio strana, bambina, che cos’hai in mente? Prendi i fili di
lampadine colorate che illuminano la capanna del presepe, e li avvolgi
delicatamente intorno al giaciglio vuoto tra il bue e l’asinello. Non capisco,
non capisco… Adagi i miei ranocchietti sul giaciglio, in mezzo alle lucine
accese… Le lampadine li riscalderanno.
Una culla termica!
Dormo qui, mi faccio un po’ di spazio vicino al bue. Rane
nel presepe…
E’ la mattina di natale, mi sveglio tardi… sono stanca, ho
corso tanto ieri per i piccoli, e quante responsabilità! Nella capanna ora c’è
Gesù bambino. E i miei ranocchi, dove saranno?
Corro da Chiara. Sta tuffando una fetta di panettore in una
tazza di latte.
Mi fa segno verso il termosifone: lì c’è il cestino della
carta, e dietro… uno scatolino 3 x 2 della gioielleria con dentro cinque
ranocchi adagiati sul cotone, che fanno colazione con latte e panettone, come
tazze cinque tappi di plastica colorata…
-
Li ho portati qui perché è natale, e nella
capanna ci mettono il bambino. Tu dormivi. Non volevo scoprissero i tuoi
piccoli, così li ho riportati in stanza… Di giorno il termosifone è ben caldo.
Buono il panettone nel latte…”
-
Meglio le polpette, non c’è confronto... Ma
scusa… cos’hai detto?
-
Buono il panettone nel latte, meglio delle polpette.
Chiara parla!
In quel preciso istante non arriva la mamma di Chiara?
-
Chiara, cosa stai dicendo? - Una grande emozione… La mamma dà il merito del
miracolo al dottore, il migliore… e abbracci e baci… Si sente mancare. Crede di aver visto una rana
panciuta saltar giù dal letto e infilarsi nell’armadietto – visioni, frutto
dello stress, dice il medico.
Comunque è stato uno splendido natale, pieno di emozioni, per
i miei ranocchi e per tutti i cuccioli
qui.
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