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Visualizzazione dei post da ottobre, 2017

Polpette

Scusa, mi sai mica spiegare come si arriva in cucina? Si va in fondo al corridoio, e poi?  Perché sai, avrei un certo languorino… Giù in cucina mi aspetta l’aiuto cuoca, una ragazza carinissima con i dread e gli occhi azzurri. Mi ha vista fuori della porta finestra della cucina una settimana fa, e non ha fatto – Ahhhhhh – come tutti, anzi mi ha sorriso e mi ha dato una carezza amichevole. Tutte le sere mi tiene da parte una polpetta, che è il mio cibo preferito. Una polpetta è il giusto per la mia cena, sono piccolina. Allora, mi rimetto in cammino: in fondo al corridoio e poi a destra… Ciao!

La pittrice

Permesso… Scusa, posso nascondermi qui? Sii comprensivo, non so proprio dove andare. Mi faccio piccola piccola, non dò nessun fastidio… Perché mi nascondo? Ora ti racconto. Stavo percorrendo il corridoio in direzione della cucina, per vedere era avanzata qualche polpetta, quando sono arrivate due tipe. E io, come faccio sempre, sono rimasta ferma e immobile, appiccicata al muro. Dato che sul muro è disegnato un prato, di solito nessuno fa caso a me.  Le due tipe di passaggio erano un’infermiera e la pittrice. Sì, quelle che sta dipingendo l’erba, i fiori, gli alberi nei corridoi e nelle sale. E la pittrice, proprio lei, si è accorta che qualcosa non andava. -          Una rana! -          Sì, carina. -          Ma io non so fare le rane! -          Ma dai, ti è venuta bene. Sembra vera! -    ...

Odiosissimo Mimi

Ehi, scusa, mi sai dire se ci sono gatti qui? Siamo certi, non ce ne sono? Ok. Io i gatti non li sopporto. Mi sono rifugiata nella borsetta proprio per sfuggire a Mimi, il gatto spelacchiato della tipa qui a fianco. Mimi sembra il nome di una creatura innocua, ma non lasciarti ingannare… è pericolosissimo. Ieri me ne stavo a sguazzare nel lavello della cucina, con grande mio divertimento, quando è arrivato lui e si è messo a soffiare. E quando un gatto soffia così è un bruttissimo segno. L’ho affrontato con grande coraggio. Sai, ha cercato persin di graffiarmi, anzi ci è riuscito, guarda qui che segni. E dovevi vedere che sguardo arrogante! Ma chi ti credi di essere tu, con quel nomignolo stupido, Mimi… Penserai mica di essere il nipote del faraone? Ma va, va… Ti sei mai trasformato in un principe, tu? Animale inutile. Zitti… mi sembra di aver sentito un miao, o sbaglio? Puoi mica andare a vedere?

Un piedone enorme

Aiuto aiuto aiuto! Devo nascondermi! Per poco in corridoio non mi scoprono. Ho il cuore che batte a mille! Povera me! Ti racconto: stavo attraversando il corridoio deserto, quando sono arrivati all’improvviso il dottore e due infermiere. Non li ho sentiti arrivare, e all’improvviso mi sono vista sulla testa un piedone enorme, sarà stato almeno un 46. Doveva appartenere ad un omone gigantesco…. E poi, aveva un vocione… Ho fatto appena in tempo a saltare via! E ora, scusa, ho paura a ritornare nel corridoio: per caso, mi faresti un po’ di posto sotto le coperte? Tranquillo, tengo poco posto, e sto ferma e zitta, non farai caso a me; beh, veramente sono un po’ viscida, questo mica ti dà fastidio?   

Un bel bagno

Scusa, mi sai indicare dov’è il bagno? Perché vedi, è un po’ che sto in giro per questi corridoi. Cercavo lo stagno, e mi sono persa. Se non lo trovo non importa, il bidè va benissimo. Vedi? mi si sta seccando la pelle, mi ci vuole proprio un bel bagno. Mi potresti solo riempire il bidè d’acqua fino all’orlo? Se mi tieni l’asciugamano un attimo, ecco, così. Vedrai come nuoto bene, nuoto a rana, lo stile libero non mi riesce ancora. Avresti mica anche un po’ di bagno schiuma, che non sia alla fragola però…? 

Morbillo

Ehi tu, mi puoi aiutare? Vedi tutte queste macchie rosse? Sarà morbillo? Scarlattina? Peronospera? O forse potrei avere qualche intolleranza… Te ne intendi tu? No. Ma forse conosci qualche medico esperto di macchie rosse, mi dicono ce ne sia qualcuno qui.  Ora ti racconto com’è nata la cosa: la tipa qui a fianco ieri sera  si è messa a dipingersi di rosso le unghie, e io mi ne stavo tranquilla e rilassata sul bracciolo del divano. E mi sono appisolata. E quando mi sono svegliata mi sono ritrovata le zampe palmate decorate di rosso. Mi sono detta: la tipa è ben strana… a noi rane non piace lo smalto… e poi non abbiamo neanche le unghie! Me ne sono tornata rassegnata tra le piante del terrazzo a vedere se qualche mosca passava di lì per la merenda. Ma dopo due ore mi sono accorta di avere altre macchie rosse sparse per il corpo, anzi… ero tutta ricoperta di macchie rosse! A questo punto non si trattava più di smalto! Mai successo niente del genere! Io queste macchie non ...

Smack!

Pensi che sia una rana? No, no… Sono un rospo. Fai piano, non voglio dare nell’occhio. Ora mi nascondo qui sotto un foglio, sotto una copertina… Perché mi nascondo? Non leggi le fiabe? Non sai che il rospo nelle fiabe viene baciato da una bella fanciulla e si trasforma in principe? Bene, io di fare il principe non ne voglio affatto sapere: voglio studiare e diventare agronomo. Mi sono già iscritto e ho iniziato a studiare, non pensando proprio alla questione del principe. Solo che oggi è successo quel che non doveva succedere: mentre stavo al giardinetto coi miei libri è arrivata una fanciulla. Veramente era una bimbetta più che una fanciulla,  e neanche tanto bella. Mi sono fatto piccolo piccolo fra l’erba, ma lei mi ha visto e si è messa a ridere. Per caso faccio ridere io? Questi bambini non li capisco sai. Per niente impaurita mi ha afferrato e avvicinato al viso. Ed è successo… Ha cercato di darmi un bacio appiccicoso e profumato di sciroppo alla fragola, ma io prontamente,...

Ciao bambino!

Ciao bambino! Sono la rana. Di carta, ma pur sempre una rana. Mi fai fare quattro passi, o meglio quattro salti… perché sai, sono due ore che sto nella borsetta della tipa qui a fianco, tutta schiacciata fra il portafoglio e il cellulare. Scusa, sai mica quando arriva la cena? Avrei un certo languorino. E’ stasera che ci sono le polpette? Le fanno buone qui. Non è che me ne avanzeresti una, una basta…